Lavoratori


I liberi professionisti possono dedurre il costo dei buoni dall’imponibile come spesa di rappresentanza. È infatti possibile detrarre il 75% delle spese e tutta l’IVA (fissata al 10%), fino a un importo massimo pari al 2% del fatturato, mentre le somministrazioni di alimenti e bevande sono deducibili solo al 75%.
I buoni pasto sono esenti da oneri fiscali e da contributi fino ad un importo complessivo giornaliero di 5,29 euro. Inoltre, per la stessa cifra, non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente. L’eccedenza rispetto a tale importo, al netto della quota a carico del dipendente, rientra nella base imponibile. Che il personale sia assunto a tempo pieno, part time, o come collaboratori o stagisti non importa: i buoni possono essere riconosciuti a tutti i lavoratori all’interno dell’azienda.

I dipendenti guadagnano dall’adozione dei ticket pasto poiché, a differenza dell’indennità riconosciuta in busta paga, i buoni godono di numerosi vantaggi fiscali. I lavoratori hanno diritto ad un buono pasto al giorno, per ogni giorno di lavoro. È prevista l’esenzione da oneri fiscali e previdenziali fino al valore di 5,29 euro per i buoni pasto cartacei e 7,00 euro per il buono pasto elettronico, ciò significa che non concorrono a determinare i contributi e dunque non fanno aumentare le trattenute in busta paga. Per i buoni pasto di importo superiore solo l’eccedenza è tassata a norma di legge.

Il buono pasto viene accettato anche da varie catene della grande distribuzione per l’acquisto di generi alimentari: questo si traduce per i lavoratori in un ulteriore vantaggio poiché concorre al contenimento della spesa alimentare sostenuta per l’intero nucleo familiare. In sostanza l’azienda potrà risparmiare facendo guadagnare i propri dipendenti.

I VANTAGGI per i LAVORATORI
Buoni pasto per tutte le categorie di lavoratori
Nessun aumento di trattenute in busta paga grazie all’esenzione di oner fiscali e previdenziali
Accettati da varie catene di distribuzione alimentare