Maggiore convenienza per il buono pasto elettronico


La legge di Bilancio penalizza i dipendenti che usano i buoni di carta perché riduce da 5,29 a 4 euro la soglia di esenzione fiscale. Al contrario aumenta da 7 a 8 euro il valore non imponibile in caso di ticket digitali.

Cosa sono i buoni pasto

I buoni pasto sono titoli di pagamento avente valore predeterminato che possono essere utilizzati esclusivamente per l’acquisto di pasti e prodotti alimentari. Le aziende, siano esse pubbliche o private, sprovviste del servizio mensa, possono dotare i propri lavoratori di buoni pasto cartacei o elettronici per poter mangiare presso esercenti convenzionati o acquistare beni alimentari al supermercato e far fronte così al pranzo dei giorni lavorativi.

Quali dati vanno indicati sul buono pasto

I buoni pasto sono nominali e devono avere l’indicazione di:

  • Codice fiscale o ragione sociale del datore di lavoro
  • Codice fiscale o ragione sociale della società emittente
  • Valore facciale del ticket in valuta corrente (se il buono è cartaceo)
  • Scadenza per l’utilizzo del buono
  • Spazio per indicare data di utilizzo, firma del titolare e timbro dell’esercente convenzionato presso il quale viene speso il buono pasto
  • Dicitura “il buono pasto non è cedibile, né cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e sottoscritto dal titolare”.

Nel caso di buono pasto elettronico tutti i dati sono registrati sulla carta, così come le date e gli importi delle transazioni. Inoltre non è previsto obbligo di firma perché il titolare è associato al numero o codice identificativo della carta.

Come funzionano i buoni pasto elettronici

Il datore di lavoro e l’azienda che opta per il buono pasto elettronico, per trasparenza fiscale, convenienza o comodità, stipula un accordo con la società emittente dei ticket come Edenred, Day, Sodexo, Pellegrini, Cirfood…dove stabilisce il valore di emissione di ciascun buono e in che modalità può usufruirne il dipendente; sarà poi la società emittente ad occuparsi della consegna della card ad ogni lavoratori con annessa lista (app) dei locali dove è possibile spendere i buoni e quindi utilizzare la carta elettronica.

Al momento dell’utilizzo il POS registra la spesa scalando l’ammontare dal saldo a disposizione del dipendente. La società emittente provvede alla fatturazione all’azienda cliente.

Buoni pasto cartacei o buoni pasto elettronici

L’ultima manovra di bilancio con un incremento da 7 a 8 euro dell’importo deducibile al giorno per dipendente vuole incentivare la tracciabilità delle spese e di conseguenza il buono pasto elettronico per il quale aumentano i vantaggi e quindi conviene di più, di contro i ticket cartacei finora deducibili fino a 5,29 euro al 100% dal 2020 saranno deducibili solo per 4 euro.

Per le aziende che acquistano buoni elettronici, l’IVA agevolata al% è completamente detraibile, cosa non possibile con i buoni pasto cartacei, diversa è la detrazione dell’IVA per i liberi professionisti.

Cos’è l’indennità sostitutiva di mensa

L’indennità sostitutiva di mensa è la possibilità offerta al lavoratore di monetizzare l’importo garantito al per il servizio di pranzo o cena quando la sede dell’azienda è lontana da bar, ristoranti, agriturismi, supermercati convenzionati, pertanto non è possibile usare i buoni pasto.

Le condizioni per cui anche l’indennità sostitutiva di mensa possa essere esente da tassazione sono:

  • Orario di lavoro che comporti la pausa per il vitto;
  • Stabile assegnazione ad una unità produttiva
  • L’unità produttiva sia ubicata in un luogo in cui per recarsi nel più vicino punto di ristorazione per l’utilizzo dei buoni pasto, occorre utilizzare i mezzi pubblici.

La detassazione dell’indennità sostitutiva è pari a 4€ per i ticket cartacei e 8 euro per i ticket elettronici.